Manifesto di fondazione · Maggio 2026

Manifesto.

Perché stiamo costruendo l'infrastruttura AI dell'aftermarket automotive italiano.

Ogni anno in Italia vengono ordinati ricambi per oltre 15 miliardi di euro. Il flusso passa ancora oggi tramite telefonate, PDF, fogli Excel e fax. Tre livelli di filiera — dealer group, ricambisti, officine — che parlano lingue diverse, con strumenti diversi, in tempi diversi.

Non è un problema di volenterosità. È un problema di infrastruttura.

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Il problema

L'aftermarket automotive è la più grande filiera invisibile del Paese. Ogni veicolo in circolazione genera ricambi, manutenzione, riparazioni. Eppure il flusso informativo che muove questi miliardi non ha mai avuto un'infrastruttura propria.

Ognuno dei tre livelli — il dealer group che gestisce gli ordini, il ricambista che processa preventivi, l'officina che lavora sul veicolo — ha costruito i propri strumenti in isolamento. ERP custom anni '90, fogli Excel condivisi via email, gestionali verticali che non parlano con il mondo. Tra un livello e l'altro: telefonate, PDF, riconciliazioni manuali.

Il risultato sono settimane di lavoro umano consumate ogni mese da operazioni che dovrebbero richiedere secondi.

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Perché non è mai stato risolto

Le soluzioni esistenti sono cadute in due trappole.

La prima: i grandi ERP automotive verticali. Soluzioni totali, costose, con tempi di integrazione misurati in mesi e di adozione in anni. Funzionano solo per chi può permetterseli, e anche lì creano lock-in che frena l'innovazione.

La seconda: i SaaS verticali economici. Strumenti puntuali che risolvono un singolo nodo del problema — la fatturazione, la diagnosi, il magazzino — ma che restano isolati. Bravi a fare una cosa, incapaci di vedere la filiera.

Manca lo strato di mezzo: un'infrastruttura che parli con tutti, che non chieda di rivoluzionare niente, che si inserisca dove c'è frizione e la risolva.

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La nostra tesi

PitPro è quella infrastruttura.

Non sostituiamo gli ERP. Non chiediamo di buttare gli strumenti esistenti. Non automatizziamo tutto pretendendo che gli umani diventino spettatori.

Costruiamo agenti AI specializzati che leggono i documenti come li leggono le persone, instradano gli ordini come li instraderebbe un operatore esperto, propongono ricambi come li proporrebbe un ricambista che conosce il cliente. Poi mostrano il loro lavoro a un umano, che conferma o corregge.

È un modello che chiamiamo APA — Agentic Process Automation. La differenza con l'automazione tradizionale è che l'AI fa il lavoro pesante, ma la decisione resta in mani umane. La differenza con l'AI conversazionale generica è che gli agenti sono cuciti sul dominio: capiscono le sigle, i codici OEM, le abbreviazioni di settore, le logiche di routing.

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Tre prodotti, una filiera

L'infrastruttura PitPro si declina in tre prodotti, uno per ogni livello della filiera:

Parts è per distributori di ricambi e dealer group, da pochi punti vendita a strutture multi-marca: gestione ordini, magazzino, routing, preventivi e rete agenti in un unico stack white-label.

Engine è per i ricambisti mid-tier: preventivazione intelligente che legge qualsiasi formato di richiesta e propone i ricambi nel catalogo.

Next è per le officine indipendenti: diagnostica guidata, scheda lavorazione, ordine al distributore direttamente dall'app.

I tre prodotti non sono indipendenti. Sono pensati per rinforzarsi a vicenda: chi entra da Parts apre la porta ai suoi ricambisti per Engine, chi entra da Engine apre la porta alle sue officine per Next. È la stessa filiera, vista da tre angolature diverse, con un'unica spina dorsale informativa.

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Cosa non facciamo

Per essere chiari su cosa siamo, è utile dire cosa non saremo mai.

Non competiamo sul prezzo, competiamo sul valore. Le nostre soluzioni sono pensate per generare ritorno misurabile. È la metrica giusta — il costo mensile, da solo, non racconta nulla.

Non chiediamo integrazioni ERP per partire. Iniziamo human-in-the-loop dal giorno zero. Le integrazioni profonde arrivano quando hanno senso, non come precondizione.

Non automatizziamo per il gusto di automatizzare. Ogni decisione che ha impatto su un ordine, su un cliente, su una relazione, resta umana. L'AI prepara il terreno, gli umani decidono.

Non siamo un competitor degli ERP automotive. Siamo lo strato sopra di essi, lo strato che li fa parlare con il mondo.

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L'ambizione

Cosa vogliamo diventare?

Lo strato infrastrutturale dell'aftermarket automotive europeo. Quello su cui dealer group, ricambisti e officine costruiscono il loro lavoro quotidiano senza accorgersene.

Le grandi infrastrutture del nostro tempo — quelle dei pagamenti digitali, dei dati finanziari, della comunicazione programmatica — sono nate proprio così: dove la filiera era frammentata e nessuno la teneva insieme.

Italia come terreno di consolidamento. Europa come orizzonte naturale.

Non perché sia un mercato facile — è anzi notoriamente difficile, conservativo, fatto di relazioni decennali tra dealer e officine. Ma proprio per questo: dove il problema è duro e gli incumbent sono indietro, lo spazio per qualcosa di radicalmente migliore è enorme.

Firmato

Federico Gandini · CEO & co-founder
Giacomo Benenati · co-founder

Maggio 2026